L’articolo, redatto da Italia Segreta, presenta il restauro come una disciplina in cui arte, scienza e tecnologia si fondono per restituire alle opere la loro autenticità originaria. L’ispirazione proviene dalle parole del fotografo britannico Brett Lloyd, autore dell’editoriale di moda ambientato nello studio Merlini Storti, che descrive l’emozione di vedere riemergere dettagli nascosti di un dipinto, come uno strappo sul volto di San Francesco. Il testo sottolinea il ruolo di primo piano svolto da istituzioni italiane di eccellenza come l’Istituto Centrale per il Restauro e l’Opificio delle Pietre Dure, dove competenze interdisciplinari e ricerca avanzata — dai laser alla mappatura 3D e alla spettroscopia XRF, oltre all’uso di sostanze naturali e tecniche sostenibili — stanno ridefinendo la conservazione preventiva. Sandra Rossi sottolinea inoltre l’importanza delle collaborazioni scientifiche con istituzioni quali il CNR e l’INFN per far progredire lo studio dei materiali artistici. Un esempio concreto è il restauro della Madonna in gloria con otto santi di Giovanni Bellini, sostenuto dalla Fondazione Patrimonio Veneziano e guidato da Toto Bergamo Rossi, che promuove partnership internazionali per salvaguardare il patrimonio veneziano. Infine, l’articolo racconta il successo del progetto di «restauro aperto al pubblico» promosso dallo studio Merlini Storti, sperimentato con opere quali La conversione di Saulo di Caravaggio: un modo innovativo per condividere il processo di conservazione e avvicinare il pubblico all’intimità e alla storia dell’opera.
L’articolo, redatto da Italia Segreta, presenta il restauro come una disciplina in cui arte, scienza e tecnologia si fondono per restituire alle opere la loro autenticità originaria. L’ispirazione proviene dalle parole del fotografo britannico Brett Lloyd, autore dell’editoriale di moda ambientato nello studio Merlini Storti, che descrive l’emozione di vedere riemergere dettagli nascosti di un dipinto, come uno strappo sul volto di San Francesco. Il testo sottolinea il ruolo di primo piano svolto da istituzioni italiane di eccellenza come l’Istituto Centrale per il Restauro e l’Opificio delle Pietre Dure, dove competenze interdisciplinari e ricerca avanzata — dai laser alla mappatura 3D e alla spettroscopia XRF, oltre all’uso di sostanze naturali e tecniche sostenibili — stanno ridefinendo la conservazione preventiva. Sandra Rossi sottolinea inoltre l’importanza delle collaborazioni scientifiche con istituzioni quali il CNR e l’INFN per far progredire lo studio dei materiali artistici. Un esempio concreto è il restauro della Madonna in gloria con otto santi di Giovanni Bellini, sostenuto dalla Fondazione Patrimonio Veneziano e guidato da Toto Bergamo Rossi, che promuove partnership internazionali per salvaguardare il patrimonio veneziano. Infine, l’articolo racconta il successo del progetto di «restauro aperto al pubblico» promosso dallo studio Merlini Storti, sperimentato con opere quali La conversione di Saulo di Caravaggio: un modo innovativo per condividere il processo di conservazione e avvicinare il pubblico all’intimità e alla storia dell’opera.