L'articolo, scritto da Dan Thawley per il numero della rivista curato da Pierpaolo Piccioli, racconta la storia e il fascino senza tempo di Caravaggio attraverso uno dei suoi dipinti più misteriosi, La Conversione di San Paolo, noto anche come l’“Odescalchi Caravaggio”.
Realizzata nel 1600 su tavola di cipresso, l’opera è oggi conservata presso Palazzo Odescalchi, affacciato su Piazza dei Santi Apostoli, dove è protetta dalla luce e raramente esposta al pubblico.
Originariamente destinata alla Cappella Cerasi insieme alla Crocifissione di San Pietro, la tela fu restituita all’artista dopo la morte del committente. I figli di Cerasi richiesero nuove versioni su tela, mentre le prime tavole seguirono destini diversi: quella raffigurante San Pietro andò perduta, alimentando leggende e ricerche mai cessate.
La principessa Nicoletta Odescalchi, ritratta qui da Charles H. Traub e custode del dipinto, lo descrive come un prezioso e amato patrimonio di famiglia, conservato con estrema cura e mostrato al pubblico solo in rare occasioni, come nel 2006 a Santa Maria del Popolo e nel 2008 a Milano.
L’articolo intreccia così storia, arte e vita privata, offrendo il ritratto di un capolavoro raramente visibile e di straordinaria potenza espressiva.
L'articolo, scritto da Dan Thawley per il numero della rivista curato da Pierpaolo Piccioli, racconta la storia e il fascino senza tempo di Caravaggio attraverso uno dei suoi dipinti più misteriosi, La Conversione di San Paolo, noto anche come l’“Odescalchi Caravaggio”.
Realizzata nel 1600 su tavola di cipresso, l’opera è oggi conservata presso Palazzo Odescalchi, affacciato su Piazza dei Santi Apostoli, dove è protetta dalla luce e raramente esposta al pubblico.
Originariamente destinata alla Cappella Cerasi insieme alla Crocifissione di San Pietro, la tela fu restituita all’artista dopo la morte del committente. I figli di Cerasi richiesero nuove versioni su tela, mentre le prime tavole seguirono destini diversi: quella raffigurante San Pietro andò perduta, alimentando leggende e ricerche mai cessate.
La principessa Nicoletta Odescalchi, ritratta qui da Charles H. Traub e custode del dipinto, lo descrive come un prezioso e amato patrimonio di famiglia, conservato con estrema cura e mostrato al pubblico solo in rare occasioni, come nel 2006 a Santa Maria del Popolo e nel 2008 a Milano.
L’articolo intreccia così storia, arte e vita privata, offrendo il ritratto di un capolavoro raramente visibile e di straordinaria potenza espressiva.