A scuola di Restauro - Vogue Italia - Articolo
Giugno 2023

"Possiamo dire che se conosci come un prezioso manufatto viene realizzato è un pò come se potessi metaforicamente indossarlo".

L’articolo, scritto da Alessio de Navasques, esplora il mondo del restauro e della conservazione contemporanei, affrontando l’innovazione tecnologica, la sostenibilità e le nuove forme di coinvolgimento del pubblico. Il tema viene introdotto dal fotografo britannico Brett Lloyd, autore dell’editoriale di moda ambientato nello studio di restauro romano Merlini Storti, che descrive l’emozione di vedere un dipinto riacquistare i suoi colori originali e dettagli nascosti, come una lacrima raffigurata sul volto di San Francesco.

Il testo approfondisce il ruolo di istituzioni d’eccellenza come l’Istituto Centrale per il Restauro e l’Opificio delle Pietre Dure, dove ricerca scientifica, tecnologia digitale e competenze interdisciplinari si integrano. Sandra Rossi, direttrice del dipartimento di pittura dell’Opificio, sottolinea l’uso di strumenti avanzati (laser, analisi 3D, mappatura XRF) e di materiali naturali e sostenibili, oltre alla collaborazione con enti come il CNR e l’INFN per lo sviluppo di nuove tecnologie diagnostiche.

Una particolare attenzione è dedicata anche alle partnership pubblico-private, come quella con la Venice Heritage Foundation, guidata da Toto Bergamo Rossi, che ha sostenuto importanti restauri, tra cui la Madonna in gloria e otto santi di Giovanni Bellini, e la valorizzazione di siti storici veneziani.

Infine, l’articolo evidenzia nuove modalità di fruizione dell’arte, come il “restauro aperto al pubblico” promosso dallo studio Merlini-Storti, sperimentato con opere di Caravaggio e Giulio Romano. Il restauro diventa così non solo una pratica tecnica, ma anche un’esperienza culturale condivisa, capace di avvicinare il pubblico all’intimità e alla storia dell’opera d’arte.

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Giugno 2023

"Possiamo dire che se conosci come un prezioso manufatto viene realizzato è un pò come se potessi metaforicamente indossarlo".

L’articolo, scritto da Alessio de Navasques, esplora il mondo del restauro e della conservazione contemporanei, affrontando l’innovazione tecnologica, la sostenibilità e le nuove forme di coinvolgimento del pubblico. Il tema viene introdotto dal fotografo britannico Brett Lloyd, autore dell’editoriale di moda ambientato nello studio di restauro romano Merlini Storti, che descrive l’emozione di vedere un dipinto riacquistare i suoi colori originali e dettagli nascosti, come una lacrima raffigurata sul volto di San Francesco.

Il testo approfondisce il ruolo di istituzioni d’eccellenza come l’Istituto Centrale per il Restauro e l’Opificio delle Pietre Dure, dove ricerca scientifica, tecnologia digitale e competenze interdisciplinari si integrano. Sandra Rossi, direttrice del dipartimento di pittura dell’Opificio, sottolinea l’uso di strumenti avanzati (laser, analisi 3D, mappatura XRF) e di materiali naturali e sostenibili, oltre alla collaborazione con enti come il CNR e l’INFN per lo sviluppo di nuove tecnologie diagnostiche.

Una particolare attenzione è dedicata anche alle partnership pubblico-private, come quella con la Venice Heritage Foundation, guidata da Toto Bergamo Rossi, che ha sostenuto importanti restauri, tra cui la Madonna in gloria e otto santi di Giovanni Bellini, e la valorizzazione di siti storici veneziani.

Infine, l’articolo evidenzia nuove modalità di fruizione dell’arte, come il “restauro aperto al pubblico” promosso dallo studio Merlini-Storti, sperimentato con opere di Caravaggio e Giulio Romano. Il restauro diventa così non solo una pratica tecnica, ma anche un’esperienza culturale condivisa, capace di avvicinare il pubblico all’intimità e alla storia dell’opera d’arte.